mercoledì 17 marzo 2010













… I medicamenti fatti con l’Arte Spagyrica, sono superiori agli altri comuni e ciò è vero, perché gli estratti così ottenuti, acquistano una nuova e più efficacia nell’operare, la quale, prima di ridursi in quella forma, era impedita da una moltitudine di parti impure che la natura ha dato ai medicamenti semplici, per la conservazione di quel puro o anima…….”


 


  Mesue  ca. 777-857 d.C







 


 





domenica 14 febbraio 2010









 













La bellezza dei fiori che appassiscono: i petali si torcono sotto l’effetto del fuoco: del resto è di questo che si tratta: di una disidratazione. Si torcono per lasciar intravedere i semi ai quali decidono di dare una chance, il campo libero.


È allora che la natura si presenta davanti al fiore, lo costringe ad aprirsi, ad allargarsi; questo si raggrinza, si torce, indietreggia, e lascia trionfare il seme che esce da se stesso, che lo aveva preparato.



 


F. Ponge, Il partito preso delle cose


 


 


 


 


 






sabato 26 dicembre 2009

 









Il testo integrale del Comintato di Bioetica Conflitti d’interessi nella ricerca biomedica e nella pratica clinica", uno studio voluto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed approvato nella Seduta Plenaria dell’8 Giugno 2006.





http://www.governo.it/bioetica/testi/Conflitti_interessi.pdf

















venerdì 18 dicembre 2009






Una lettura che apre la mente


 



Molti animali segnano e delimitano il loro territorio con sostanze organiche; in altre parole, lo sporcano per assicurarsene il possesso. Anche gli uomini fanno così? Non è forse vero che se un uomo sputa nella sua minestra lo fa per impedire ad altri di mangiarla? Nessuno si coricherebbe mai nel letto già usato da un estraneo. Infatti gli alberghi, per ricevere nuovi clienti, cambiano lenzuola e asciugamani. Esiste dunque uno stretto legame tra lo sporco e la proprietà? Ne è convinto Michel Serres, che spiega in questo saggio come mai gli uomini tendono a sporcare e a inquinare tutto ciò che vogliono possedere o conquistare, svelando un inquietante e insospettabile rapporto tra il sempre più attuale problema dell’inquinamento globale del nostro pianeta e la sete di dominio dell’uomo.



 


Michel Serres, professore alla Stanford University e accademico di Francia, è autore di numerosi saggi filosofici e di storia delle scienze.

È uno dei rari filosofi contemporanei che propone una visione del mondo aperta e ottimistica, fondata sulla profonda conoscenza dell’umanità e della scienza. In Italia sono stati tradotti suoi libri da Einaudi e Bollati Boringhieri.





 



Michel Serres -Il mal sano . Contaminiamo per possedere? - Il Melangolo

 



 



 



 



mercoledì 14 ottobre 2009













…Ma ad un tratto m’accorsi di qualcosa che non andava, non so , un oggetto fuori posto, un errore, un disagio interno. Difatti la Superiora, a faccia alta, con gli occhi decisamente puntati su di me, mi fissava con espressione di rampogna. Non mi guardava sul viso, ma sulla testa. Titubai un poco, chiedendomi il perché di quella mira sicura. Ma certo! Perché ero spettinata come sempre, forse più di sempre per la corsa che avevo fatta. Automaticamente alzai le mani per ricondurre un po’ d’ordine tra i miei ricci r sentii, sotto le dita, la fresca morbidezza della rosa. Eccolo il bersaglio, toccato!  Difatti la Superiora riabbassò gli occhi.


 


Tolsi la rosa e stavo per gualcirla tra le mani, per distruggerla, più che per nasconderla, ma la vidi.



Era così perfetta, così rossa e chiedeva solo la carezza dello sguardo, paventando il tocco delle dita. Dove i petali sono più stretti pareva che le battesse il cuore, e intanto buttava fuori il suo respiro profumato. Era una creatura che mi guardava, mostrandomi la sua bellezza senza pudore. Mi vergognai di lei, così aperta e così rossa, ma non potei sciuparla, stringendola nel pugno. La tenni in mano come le monache tenevano la candela in processione, ma più accostata al cuore, perché questa non scottava, odorava soltanto. Abbassai gli occhi anche io verso ul mio cuore, guardando il cuore vivo di quel fiore…


 


 


 


Dolores Prato * Scottature* Quodlibet 1996