Buon Natale a voi che passate!
[...] Abbiamo detto che le due porte zodiacali, le quali sono rispettivamente l’entrata e l’uscita della ‘caverna cosmica’, e che certe tradizioni denominano ‘porta degli uomini’ e ‘porta degli dèi’, devono corrispondere ai due solstizi; dobbiamo ora precisare che la prima corrisponde al solstizio d’estate, cioè al segno del Cancro, e la seconda al solstizio d’inverno, cioè al segno del Capricorno. Per comprenderne la ragione, occorre riferirsi alla divisione del ciclo annuale in due metà, una ‘ascendente’ e l’altra ‘discendente’ : la prima è il periodo del cammino del sole verso nord, che va dal solstizio d’inverno al solstizio d’estate; la seconda è quello del cammino del sole verso sud, che va dal solstizio d’estate al solstizio d’inverno. Nella tradizione indù, la fase ‘ascendente’ è messa in rapporto con il dêva-yâna, e la fase ‘discendente’ con il pitri-yâna, il che coincide esattamente con le designazioni delle due porte appena ricordate: la ‘porta degli uomini’ è quella che dà accesso al pitri-yâna, e la ‘porta degli dei’ è quella che dà accesso al dêva-yâna; esse devono quindi situarsi rispettivamente all’inizio delle due fasi corrispondenti, vale a dire che la prima dev’essere al solstizio d’estate e la seconda al solstizio d’inverno. [...] Infatti, la ‘caverna cosmica’ è qui considerata come il luogo di manifestazione dell’essere : dopo esservisi manifestato in un certo stato, quale per esempio lo stato umano, l’essere, a seconda del grado spirituale cui sarà pervenuto, ne uscirà per l’una o per l’altra delle due porte; in un caso, quello del pitri-yâna, esso dovrà tornare a un altro stato di manifestazione, il che sarà naturalmente rappresentato da un rientro nella ‘caverna cosmica’ così considerata; nell’altro caso invece, quello del dêva-yâna, non c’è più ritorno al mondo manifestato. Così, una delle due porte è tanto un’entrata quanto un’uscita, mentre l’altra è un’uscita definitiva; ma, per quanto concerne l’iniziazione. proprio questa uscita definitiva è lo scopo finale, di modo che l’essere, entrato per la ‘porta degli uomini’, deve uscire, se ha effettivamente raggiunto questo scopo, per la ‘porta degli dei’[...]
*I simboli della scienza sacra*
* altro sul Solstizio d'Inverno:
http://www.edicolaweb.net/st000831.htm
http://www.centrostudilaruna.it/evolanatale.html
Quando il bambino non ancora nato,
che giace ignoto nell'utero del vento
del nord,
Un giorno sorgerà alla luce vivo
Egli da solo sarà capace di superare tuti gli atti dell'eroismo
Con la sua arte, la sua mano, la forza fisica e spirito,
Lascia che non sia nato per te simile ad un Caso
e non nato come un aborto inutile,
Non come un Agrippa, ma sotto una stella fortunata.*
*ringrazio Marzia per la traduzione dall'inglese
Questa immagine alchemica al di là del significato contestuale da cui è tratta**
suggerisce il profondo dinamismo della vita umana inscritta in noi come intelligenza centrale.
La connessione dell'uomo al cosmo è indicata dai capelli che diventano vento e nubi,
significando che il corpo umano ha un corrispettivo negli elementi naturali.
La dimensione embrionaria ospitata rivela che l'Uomo non è un processo finito ma in continua e perenne trasformazione
L'embrione racchiuso è il principio centrale ispiratore che sempre si rinnova.
**atalanta fugiens
AMETISTA
umiltà,
pace della mente,
compassione,
sobrietà,
rassegnazione,
la gemma della guarigione.
La sua energia purifica il subconscio, accentua l'intuizione.
Equilibria la mente portandola alla coscienza, dona ispirazione.
Calma le passioni e le emozioni violente, pacifica.
Aiuta a superare i momenti di tristezza.E' utile a chi ha subito la perdita di persone amate.
Favorisce il sonno, e il ricordo vivido dei sogni, protegge dagli incubi.
Attenua le tensioni e i dolori, soprattutto quelli collegati alle emicranie, alle ferite, ai gonfiori.
E' utile nella cura delle malattie nervose, delle vie respiratorie e della pelle, Santa Ildegarda consigliava di lavarsi il viso
con l'acqua era stata immersa la pietra.
Purifica il sangue, attenua i disturbi da eccessi dell'alcool, stimola l'ipofisi e il sistema immunitario, stimola la guarigione, protegge gli ambienti e li ricarica energeticamente.
E' utile e protettiva per i terapeuti.
Tenevo un gioiello tra le dita -
e mi addormentai -
Il giorno era tiepido, e i venti monotoni -
Mi dissi:" Durerà" -
Mi svegliai e sgridai le mie dita innocenti,
la gemma era sparita -
E adesso, un ricordo di ametista
è tutto ciò che mi resta.
E. Dickinson, 1861
La vita è breve, l'arte lunga,l'esperienza ingannevole, il giudizio difficile.
Ippocrate
La medicina, nei tempi antichi, era praticata da sciamani e maghi, uomini dotati di poteri divinatori che conoscevano i segreti ancestrali della natura e i sieri medicamentosi per scacciare gli spiriti che causavano le febbri. Ippocrate, nato nel 460 a.C. a Coo, città incastonata in una profonda insenatura della costa anatolica fra le penisole di Alicarnasso e Resadyie, comprese che qualsiasi malattia non è una successione di fenomeni inspiegabili, casuale o senza legge, ma una concatenazione dove ogni fatto fisico ha una sua razionalità in un rapporto causale.
Suo padre, Eracleide, medico anch’egli, insegnò ad Ippocrate le fondamentali dottrine della Scuola di medicina di Coo; Erodico di Cnido tramandò alcune conoscenze persiane ed indiane.
Un’influenza sostanziale, per le opere di Ippocrate, fu determinata dagli antichi filosofi naturalisti ionici, ovvero Talete, Anassimene, Anassimandro; il clima culturale era impregnato di una fiducia incrollabile nella forza intellettuale e impregiudicata volta a dare una chiara spiegazione naturale a ogni fenomeno.
Egli criticò ogni concezione aprioristica (la medicina nel V secolo a.C. era chiusa in un contesto religioso), costruì uno strumento teorico capace di avvalorare le esperienze condotte.
Viaggiò molto: in Egitto, in Libia, in Tracia, insegnò ad Atene e si stabilì in Tessaglia.
Il padre della medicina empirica, appartenente alla stirpe degli asclepiadi, stabilì la Teoria degli Umori, basandosi sul principio pitagorico della divisione tetradica. Secondo Ippocrate, la bile nera prodotta dalla milza genera umidità e malinconia, la bile gialla elaborata dal fegato crea secchezza e collera, il flemma originato dal cervello cagiona freddo e apatia, il sangue che sgorga dal cuore provoca caldo ed emotività.
La salute di un organismo è data dalla proporzione fra questi umori chiamata crasi; se vi è un disequilibrio, cioè discrasia, il medico deve curare il paziente attraverso l’alimentazione, l’ambiente climatico esterno, ovvero facilitare un favorevole e benefico influsso che si instaura fra microcosmo e macrocosmo.
Per Ippocrate l’arte era troppo complessa e la vita ci concede poco tempo per apprendere ciò che costituisce la natura, l’esperienza dei sensi può essere ingannevole e il giudizio è difficile da esprimere: il medico quindi deve cercare di bastare a sé stesso. Quando si presenta un problema estremo, il miglior rimedio è un trattamento estremo. Quando si verificano due dolori contemporaneamente, ma non nello stesso posto il più violento oscura l’altro.
Nel Giuramento di Ippocrate (primo testo deontologico della storia della medicina) sono riportati i doveri che un medico deve rispettare, fra cui il rispetto alla vita, alla dignità del malato, il segreto professionale, il dovere di non far assumere farmaci mortali ai malati terminali (eutanasia) e alle donne incinte (aborto).
Fra i suoi aforismi, che possono avere interpretazioni filosofiche oltreché mediche, ve né uno interessante:" la democrazia produce cittadini sani, la tirannide sudditi malati".
I due figli, e suo genero furono i primi (nella casta sacerdotale) a divulgare i numerosi aforismi.
Morì a Larissa, in Tessaglia, il più importante discendente del dio Aslepio. Era il 370 a.C. e si dipartiva, a tarda età, l’uomo che cambiò il volto dell’arte della guarigione.
dal sito *bilblio.net*
Per tutti i nati sotto questo cielo,
concepito il bello
nasce il brutto.
Fissato il bene
Prende forma il male.
Allo stesso modo essere e non essere sono correlati,
possibile ed impossibile sono complementari,
grande e piccolo si caratterizzano a vicenda,
l'alto si capovolge nel basso,
suono e rumore si integrano,
prima e dopo si susseguono.
Così l'Uomo Reale permane nel non agire,
insegna senza parlare,
dirige senza comandare.
Conduce allo sviluppo senza appropriarsi,
compie senza fare.
Essenzialmente non risiedendo nei correlativi
partecipa della forza originaria.
Tao te Ching